Da sempre e soprattutto da quando sono diventata vegan (e tendenzialmente crudista) sono alla ricerca di una cucina che sia sana, ecologica ed etica. Queste tre cose non possono escludersi a vicenda se vogliamo recuperare la vivibilità del nostro pianeta. Ma tre aggettivi per definire questa cucina sono troppi! Per semplificare la chiamerò cucina ecozoica.

Questo termine l’ho preso a prestito dal Manifesto per l’era ecozoica di Thomas Berry. E per approfondire in modo storico-sociologico questa visione  si può leggere Il piacere è sacro di Riane Eisler e La civiltà della Dea di Marija Gimbutas.

La cucina vegan si avvicina molto nella teoria alla cucina ecozoica, ma non sempre nella pratica, che non necessariamente è ecologica (spesso i vegan mangiano prodotti fuori stagione, troppo spesso esotici oppure industriali, come il seitan e il tofu confezionati) e non necessariamente è sana (per esempio, eccesso di glutine e proteine dovuto a consumo esagerato di seitan e soya, troppo zucchero, troppo sale, eccetera). Sicuramente è una cucina etica e in parte anche ecologica. Togliere gli animali dal piatto vuol dire meno animali da allevare e da sfamare con cereali e soia sottratti alle bocche umane e da abbeverare con milioni di litri d’acqua (15000 litri a chilo di bovino), un aiuto concreto per la fame e la sete nel mondo e per la riduzione della CO2 in atmosfera (a quanto pare però questo è un falso problema alimentato ad arte per ottenere l’approvazione dell’opinione pubblica mondiale all’utilizzo di tecnologia volta a modificare il clima con metodi artificiali, che rientra nei progetti attualmente allo studio di nuove tecnologie ad uso militare da parte delle superpotenze).

Ma si può fare anche di più. Per salvare il nostro pianeta dalla catastrofe ambientale annunciata non basta eliminare dal piatto i prodotti di origine animale, bisogna anche fare attenzione che le verdure siano di stagione, bio e a km zero.

La produzione agricola industriale ha bisogno di ingenti quantitativi di energia per il riscaldamento delle serre (ormai ha trasformato la zucchina, il peperone e la melanzana in verdure a ciclo annuale), di acqua (il 70% dei consumi di acqua potabile!) e fa ampio uso di pesticidi. Il che implica una strage di insetti, e fra le specie a rischio di estinzione c’è l’ape di cui i vegan non consumano il miele… ma se poi mangiano la zucchina fuori stagione è come se sostenessero le industrie che praticano la vivisezione: direttamente il prodotto consumato non ha fatto fuori un animale, ma indirettamente sì. La scarsità di insetti a sua volta mette a rischio altre specie, in particolare gli uccelli e i piccoli roditori. Le rondini infatti da tempo a primavera lasciano i loro nidi vuoti… e le nostre primavere sono sempre più silenziose… Prima a causa del DDT denunciato dalla grande Rachel Carson, una delle pioniere ecologiste del secolo scorso, ora grazie ai nuovi pesticidi dati a zucchine e compagnia che ormai si trovano tutti i mesi dell’anno al supermercato…

Salvare le vite degli animali destinate alla tavola e non avere più un ambiente idoneo a loro e a noi a cosa serve? È una situazione che non potrà durare a lungo…

Non parliamo poi del mare a cui gli oceanografi hanno calcolato la data di morte certa se si prosegue la pesca agli attuali ritmi insostenibili! Il 2048, una data molto vicina… Eppure esiste fra gli onnivori la convinzione che mangiare il pesce sia più ecologico che mangiare carne…

Cercherò di proporre una cucina semplice ma alternativa a questo stato di cose, che nel rispetto di quanto sopra sia attenta anche alla salute (rispettiamo l’animaletto che è in noi!) e al portafoglio! Ovviamente senza mai dimenticare il gusto!

Il seitan e i prodotti derivati dalla soya (tofu, latte di soya, yofu, panna di soia, bocconcini ristrutturati  eccetera) non sono necessari per l’apporto proteico, si può vivere tranquillamente senza… Il loro consumo eccessivo ci fa male (al massimo una volta a settimana uno o l’altro e comunque in rotazione con le altre proteine vegetali). Consumandoli di rado si possono anche produrre comodamente in casa, perché non ci priviamo delle eccezioni (che siano tali) a queste regole per le occasioni speciali!

La cucina ecozoica propone molte alternative alla soya e al seitan, utilizzando semplicemente tutti gli altri legumi, fra cui quelli che sono un po’ dimenticati come il lupino e la roveja, e i semi proteici (nocciole, mandorle, noci, pistacchi eccetera), in particolare per la produzione dei formaggi felici. In questa ricetta trovate un riepilogo delle ragioni per cui è meglio riequilibrare il consumo della soia:

Ricotta ecozoica della pecora nera

La cucina ecozoica infatti è anche gioiosa autoproduzione! Ci invita a rinunciare al superfluo, a consumare il meno possibile, a riciclare… ma senza intristirsi, anzi creando nuove occasioni di sperimentalismo creativo, di cui avremo occasione di dare esempio nel blog! Sotto ogni forma artistica!

Per sintetizzare la cucina ecozoica dunque è vegan, ma con uno sguardo molto attento all’ecologia e alla salute. Ed è ecopacifista! Non solo nella pratica alimentare ma anche nella lingua che usiamo ogni giorno, piena di modi di dire che sono presi dalla terminologia militare o calcistica. A chi ci dice “in bocca al lupo” noi rispondiamo “viva il lupo” o qualunque altra cosa ci venga in mente per far notare la crudeltà nascosta dietro espressioni apparentemente innocue e per celebrare alternativamente l’incontro con il selvatico. La lingua programma il nostro pensiero e quindi la nostra azione, vale la pena riflettere un po’ prima di parlare…

Infine voglio qui ricordare l’importanza di farsi un proprio orto biologico, in campagna, in città, sul proprio balcone… e di imparare a riconoscere e raccogliere le erbe selvatiche, un orto a disposizione di tutti! La cucina ecozoica ha una speciale simpatia per l’ortica, una pianta che si meriterebbe un’adeguata rivalutazione. Un vero dono della natura! Trovate qui una ricetta-ricettario a lei dedicata.

Il cambiamento radicale ed ecologicamente consapevole della società può benissimo cominciare ogni giorno dalla nostra tavola o persino sul terrazzo…

Certamente nessuno è perfetto, stiamo imparando giorno per giorno… anche se la Terra forse non ha più la forza di sopportare ancora a lungo la nostra stoltezza e i nostri tentativi maldestri!

MaVi

 

BIBLIOGRAFIA DI APPROFONDIMENTO (IN PROGRESS)

V. Baricalla, Animali ed ecologia in una rilettura del mondo al femminile, Alberto Perosa, Bologna 2009.

L. Baroni, VegPyramid. La dieta vegetariana degli italiani, Edizioni Sonda, Casale Monferrato 2008.

M. Berati, M. Tettamanti, Diventa vegan in dieci mosse, Edizioni Sonda, Casale Monferrato 2005.

C. Consiglio e V. Siani, Evoluzione e alimentazione. Il cammino dell’uomo, Bollati Boringhieri, Torino 2003.

C. Cullinan, I diritti della natura. Wild Law, Pianobedizioni, Prato 2012. Traduzione di D. Sapienza.

M. Correggia, Il balcone dell’indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, Viterbo 2006.

M. Correggia, Il cuoco leggero. Manuale per un cibo ecologico e solidale quotidiano: oltre 100 ricette veg-italiane, Altreconomia, Milano 2010.

R. Dextreit, La terra ci cura. Manuale di medicina per il giorno d’oggi, Sovera, Roma 2000. Traduzione di M. Pelaia.

R. Eisler, Il piacere è sacro, Frassinelli, Milano 1996. Traduzione di M. Pizzorno.

J.S. Foer, Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?, Guanda, Parma 2010. Traduzione di I.A. Piccinini.

M. Gimbutas, La civiltà della Dea. Il mondo dell’antica Europa, 2 voll., Stampa Alternativa, Viterbo 2012 e 2013. Traduzione di M. Pelaia.

S. Harding, Terra Vivente, Ed. Aboca, Sansepolcro (Ar) 2008. Traduzione di E. Biagini e C. Proto.

L. Marinangeli, Contro la sofferenza, Bur, Milano 1998.

L. Marinangeli, Risonanze celesti. L’aiuto dell’astrologia nella cura della psiche, Marsilio, Venezia 2007.

C. Merchant, La morte della natura. Donne, ecologia e Rivoluzione scientifica. Dalla Natura come organismo alla Natura come macchina [1987], Garzanti, Milano 1988. Traduzione di L. Sosio.

S. Panzarasa (a cura di), L’orecchio verde di Gianni Rodari, Stampa Alternativa, Viterbo 2011 (libro + cd – comprende il saggio di M.Pelaia, Gianni Rodari, orecchio verde pacifista). Pagina dedicata al libro nel blog di Stampa Alternativa: qui.

S. Panzarasa (a cura di), Parlare con gli alberi, Edizioni Quasar, Roma 2014 (Libro + cd).

J. Rifkin, Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne, Mondadori, Milano 2001. Traduzione di P. Canton.

V. Vaccaro, Alimentazione naturale. Manuale pratico di igienismo-naturale. La rivoluzione vegetariana: mangiare bene per vivere meglio, Anima Edizioni, Milano, 2009.

C. von Werlhof, Nell’età del boomerang, Unicopli, Milano 2014.

 

SITOGRAFIA (SEMPRE IN PROGRESS)

 

Agireora

Blog della d.ssa Baroni

Dariavegan

Ecoblog

Ecozoicstudies

Elettrosensibili

Equivita

Il respiro

Movimento planetario per la Madre Terra

Natural Life

Nogeoingegneria

Sai cosa mangi

Scienza Vegetariana

Sibialiria

Tankerenemy

Troglodita Tribe

Valdo Vaccaro

Vegan home

Veggie Channel

Vivere Vegan

 

 

 LA CUCINA ECOZOICA LA TROVATE ANCHE QUI:

 

– LIFEGATE

Inizia l’era ecozoica! (un profilo sulla vita e le opere di Thomas Berry)

 

 GENTE DEL FUD

Questo è il reportage sul nostro primo incontro con il progetto, a Castellammare nel 2011: qui

 

– VEGGIECHANNEL
Vongole felici

Puntarelle alle acciughe di bosco 

Cozze alchemiche del mio giardino

 

– AAM TERRA NUOVA

numero di Giugno 2012

 

– CAMBIA MENU – LAV

Il menu delle vongole felici